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Andrea Sangiacomo
L'essenza del corpo
Spinoza e la scienza delle composizioni.

2013, 435 S., Paperback
Reihe: Europaea Memoria, Reihe I: Studien, 103
ISBN: 978-3-487-15081-9
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Beschreibung
Fachgebiete

Questo studio è dedicato all’ontologia dell’attività proposta da Spinoza, la quale connette insieme concetti fondamentali come quelli di conatus, potenza e causalità adeguata. In tal senso, il conatus di una cosa risulta dalla composizione tra il suo potere di agire, intrinseco alla sua eterna essenza singolare, e il modo in cui le cause esterne compongono i loro effetti con tale potere causale. L’approccio cronologico qui impiegato mostra come la posizione che emerge nell’Etica (1675) sia solo l’ultima e più coerente versione della filosofia spinoziana, frutto a sua volta di un’importante evoluzione. In questo percorso, un ruolo centrale è giocato dai dibattiti moderni circa la causalità e il problema della composizione dei moti, dei corpi e delle forze. Tre fonti dirette appaiono particolarmente significative per inquadrare il pensiero spinoziano, vale a dire Descartes, Hobbes e Boyle. Da un lato, infatti, nella riscrittura della seconda parte dei Principia di Descartes, Spinoza inizia a sviluppare una peculiare concezione delle interazioni fisiche. D’altro canto, Hobbes e Boyle si mostrano come due orizzonti opposti, sebbene non reciprocamente esclusivi, tra i quali Spinoza è giunto a mettere a punto la versione matura del suo pensiero.

Diese Studie beschäftigt sich mit Spinozas Ontologie der Aktivität, die fundamentale Ideen miteinander verbindet wie die des Strebens (conatus), der Kraft und der adäquaten Kausalität. In diesem Sinne resultiert das Streben einer Sache aus der Zusammensetzung ihrer Kraft zu agieren – eingeschrieben in ihrer ewigen singulären Essenz – und der Art und Weise, wie die äußeren Ursachen ihre Wirkungen mit einer solchen kausalen Kraft verbinden. Der hier angewendete chronologische Ansatz zeigt, dass die Position, die Spinoza in seiner Ethik (1675) vertritt, nur die letzte und kohärenteste Fassung seiner Philosophie darstellt, die ihrerseits eine bedeutsame Entwicklung durchlaufen hat. Für diese Entwicklung spielten die Debatten in der frühmodernen Naturphilosophie über Kausalität und das Problem der Zusammen¬setzung von Bewegungen, Körpern und Kräften eine entscheidende Rolle. Drei Hauptquellen sind ausschlaggebend, die Spinozas Denken formten: Descartes, Hobbes und Boyle. Einerseits begann Spinoza ein besonderes Konzept der physischen Wechselbeziehungen zu entwickeln, indem er den zweiten Teil von Descartes’ Principia umarbeitete. Andererseits erweisen sich Hobbes und Boyle als zwei entgegengesetzte, aber sich nicht unbedingt ausschließende Orientierungslinien, zwischen denen es Spinoza gelungen ist, seine ausgereifte Philosophie zu erarbeiten.